PROFILO

Avvocato del foro di Padova, ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova nel luglio 2013, discutendo una tesi in Diritto Penale dell’Economia dal titolo “Caporalato, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Disciplina penale”, pubblicata nella rivista giuridica on-line Diritto Penale Contemporaneo.

Ha collaborato con primari studi legali, occupandosi di compliance in materia di responsabilità amministrativa da reato degli enti collettivi (D. Lgs.. n. 231/2001).

Ha svolto un tirocinio formativo (D.L. 63/2013, conv. in L. 98/2013) presso l’Ufficio di Sorveglianza di Padova, in materia di diritto penale e diritto dell’esecuzione penale.

Ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato e svolge attività di assistenza stragiudiziale e giudiziale in materia penale, con particolare attinenza alla responsabilità amministrativa da reato degli enti collettivi (D.Lgs. 231/2001), nonché di privacy e protezione dei dati personali.

E’ presidente di Organismi di Vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/2001 nei territori di Padova, Treviso, Milano.

E’ formatore autorizzato in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008).

E’ iscritto agli elenchi dei Difensori d’Ufficio ed è mediatore civile presso l’Organismo di Mediazione dell’Ordine degli Avvocati di Padova.

E’ Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) – Data Protection Officer (DPO) presso primarie realtà industriali e commerciali.

E’ cultore di diritto penale presso l’Università degli Studi di Padova ed è autore di monografia ed articoli in materia penale.

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PUBBLICAZIONI

A. Giuliani, I reati in materia di “caporalato”, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, Padova University Press, Padova, 2015.

Il “caporalato” non si riduce al mero reclutamento illecito di prestatori di lavoro e nell’offerta illecita della correlata manodopera ai datori di lavoro. Diviene esercizio di una signoria da parte dei “caporali”, di un dominio sulle vittime, mantenuto con violenza e minaccia. I lavoratori sono reificati, oggetti di scambio con i datori di lavoro, privati di ogni qualsivoglia soggettività, considerati unicamente quali fattori economici del processo produttivo. E’ un fenomeno particolarmente connesso con altre gravi attività criminose come la tratta internazionale di persone a fini di sfruttamento della prostituzione, le adozioni illegali di minori, il traffico illecito di organi. E’ spesso collegato alla criminalità di stampo mafioso, da cui derivano le metodologie di intimidazione caratte rizzanti lo sfruttamento dei lavoratori, costituendo la modalità di interferenza delle organizzazioni malavitose sul mercato del lavoro.

A. Giuliani, Profili di (Ir)responsabilità da reato delle persone giuridiche rispetto ai fatti di c.d. “caporalato” (Art. 603-bis c.p. e D.Lgs. 231/2001 a confronto), Bocconi Legal Papers, 6, 2015, Egea, 269.

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